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La Valle d’Itria è quella parte del territorio Pugliese, posta tra Bari e le province di Brindisi e Taranto e coincide con la zona meridionale dell’altopiano delle Murge che si estende tra Locorotondo, Cisternino e Martina Franca.

La Valle d’Itria, è nota non solo per i caratteristici trulli dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, ma anche per i migliori vini bianchi di Puglia.
Bianco d’Alessano e Verdeca sono i vitigni a bacca bianca più diffusi e danno origine a vini profumati e freschi come il Locorotondo Doc e il Martina Doc.

Poco distante troviamo la “città bianca” Ostuni, con i suoi orti a terrazza, il suo sistema di fattorie e masserie storiche dove si produce un’altra famosa Doc che impiega i vitigni Ottavianello, Impigno e Francavidda, autoctoni rari ma fortunatamente recuperati.
La Bassa Murgia mantiene intatta la vocazione per i vini rossi con il vino Doc Gioia del Colle figlio del Primitivo.

Una novità degli ultimi anni è il vitigno Minutolo ottenuto dopo accurati studi e selezioni per essere impiegato nei moscati bianchi.

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Aleatico di Puglia

Questa Doc interessa l’intero territorio regionale.

Vino dolce prodotto con uve Aleatico (minimo 85%), con eventuale aggiunta di Negroamaro, Malvasia Nera e Primitivo.

Serve un invecchiamento di 3 anni per ottenere il riconoscimento di Riserva.

 

Locorotondo

Il vino bianco si produce nei comuni di Locorotondo, Fasano e in parte di Cisternino, con Verdeca (50-60%), Bianco d’Alessano (35-50%) eventualmente in aggiunta alla Malvasia toscana, al Bombino bianco e al Fiano (massimo 5%).

Si presenta di colore verdolino o paglierino chiaro, è secco e delicato al palato e si presta ad accompagnare ogni tipo di antipasto.

Prevista anche nella tipologia spumante.

 

Martina Franca

La zona interessata comprende i comuni di Martina Franca, Crispiano, Alberobello, parte di Ceglie Messapico e Ostuni.

Il vino Martina Franca doc si ottiene da Verdeca (50-65%), Bianco d’Alessano (35-50%), con eventuale aggiunta di Malvasia Toscana, Bombino bianco e Fiano (massimo 5%).

Si tratta di un bianco dal colore verdolino o paglierino chiaro, secco e delicato al palato, si produce anche nella versione spumante e accompagna antipasti e piatti leggeri.

 

Ostuni

La zona di produzione di questa Doc comprende i comuni di Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e in parte di Latiano, Ceglie Messapico e Brindisi.

Le varietà di vino sono:

Ostuni bianco doc con la presenza dei vitigni Impigno (50-85%), Francavidda (10-15%) con eventuale aggiunta di Bianco d’Alessano e Verdeca (massimo 10%).
Ostuni Ottavianello doc con la presenza dei vitigni Ottavianello e eventuale aggiunta di Negroamaro, Malvasia nera, Notar Domenico, Sussumaniello (fino al 15%).

 

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Puglia

L’indicazione geografica tipica Puglia, è riservata ai seguenti vini:

  • Bianchi, anche nella tipologia frizzante
  • Rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello
  • Rosati, anche nella tipologia frizzante

I vini ad indicazione geografica tipica Puglia bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni raccomandati e/o autorizzati nelle rispettive province di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, a bacca di colore corrispondente.

L’indicazione geografica tipica Puglia con la specificazione di uno dei sotto indicati vitigni raccomandati e/o autorizzati in tutte le province della regione Puglia, esclusi i vitigni: Montepulciano od Ottavianello, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, per almeno l’85% dei corrispondenti vitigni: Aleatico, Aglianico, Bombino nero, Bombino bianco, Falanghina, Fiano, Greco, Malvasia bianca, Malvasia nera, Uva di Troia, Moscato bianco, Moscatello, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero, Riesling, Sauvignon, Primitivo, Negroamaro, Verdeca, Bianco d’Alessano, Pampanuto, Trebbiano, Sangiovese.

I vini ad indicazione geografica tipica Puglia con la specificazione di uno dei vitigni di cui al presente articolo possono essere prodotti anche nelle tipologie frizzante e novello. (art.2, Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica Puglia)

La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la indicazione geografica tipica Puglia comprende i territori amministrativi delle province di: Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto. (art.3, Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica Puglia)

 

Valle d’Itria

L’indicazione geografica tipica Valle d’Itria è riservata ai seguenti vini:

  • Bianchi, anche nella tipologia frizzante
  • Rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello
  • Rosati, anche nella tipologia frizzante

I vini ad indicazione geografica tipica Valle d’Itria bianchi, devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti nell’ambito aziendale da uno o più vitigni raccomandati e/o autorizzati per le province di Bari, Brindisi e Taranto.

I vini d indicazione geografica tipica Valle d’Itria rossi e rosati devono essere ottenuti dalla vinificazione dei vitigni Negroamaro e/o Primitivo.

Possono concorrere alla produzione dei predetti vini le uve provenienti da vitigni a bacca nera, autorizzati e/o raccomandati per le province di Bari, Brindisi e Taranto fino ad un massimo del 50%.

L’indicazione geografica tipica Valle d’Itria bianco con la specificazione di uno dei seguenti vitigni: Verdeca, Bianco d’Alessano, Fiano, Malvasia, Moscato bianco, Moscatello selvatico, Pinot bianco, Sauvignon, Trebbiano, Chardonnay, Impigno, Bombino bianco, è riservata ai vini ottenuti dalla vinificazione delle uve proveniente dai rispettivi vitigni per almeno l’85%.

L’indicazione geografica tipica Valle d’Itria rosso con la specificazione di uno dei seguenti vitigni: Negroamaro, Primitivo, Malvasia nera, Sangiovese, Cabaret Sauvignon, Aleatico, Pinot nero, è riservata ai mosti e vini ottenuti dalla vinificazione delle uve provenienti dai rispettivi vitigni almeno l’85%.

L’indicazione geografica tipica Valle d’Itria con la specificazione dei seguenti vitigni: Negroamaro, Primitivo, Malvasia nera, Sangiovese, Pinot, è riservata ai mosti ed ai vini ottenuti dalla vinificazione delle uve provenienti dai rispettivi vitigni per almeno l’85%.

Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo raccomandati e/o autorizzati per le province di Bari, Brindisi e Taranto fino ad un massimo del 15%.

I vini ad indicazione geografica tipica Valle d’Itria con la specificazione di uno dei vitigni di cui sopra possono essere prodotti anche nelle tipologie frizzante e novello. (art.2 Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica Valle d’Itria)

  • La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la indicazione geografica tipica Valle d’Itria comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di: Alberobello Locorotondo, Ceglie Messapico, Cisternino, Fasano, Ostuni, Crispiano e Martina Franca. (art.3 Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica “Valle d’Itria”)