Il 9 aprile è stato presentato a Roma, nella sala stampa del Senato della Repubblica, il volume “Turismo del vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche” (Edagricole), scritto dal senatore Dario Stefàno, autore della legge sull’enoturismo, e da Donatella Cinelli Colombini, produttrice e fondatrice del Movimento Turismo del Vino.

Si tratta del primo manuale sull’enoturismo che, come afferma Stefàno, rappresenta “un primo obiettivo importante per un Paese come il nostro che vanta una ampelografica unica al mondo e una potenzialità di sviluppo senza eguali, che però necessitavano di una legittimazione normativa. Ora a quel passaggio deve seguire una capacità strategica fuori dal comune, perché l’enoturismo può essere una leva competitiva importante anche in chiave di ripartenza, poiché ci permette di qualificare l’offerta turistica con tratto identitario esclusivo, qual è il nostro vino. L’Italia, sappiamo bene, è conosciuta nel mondo anche per i suoi vini e i turisti stranieri scelgono l’Italia come destinazione perché attratti anche dalla nostra enogastronomia… “.

Come ha affermato Donatella Cinelli Colombini, intervenuta nel corso della presentazione, per rilanciare l’enoturismo bisogna tener conto dei cambiamenti sopravvenuti con la crisi pandemica. Questi cambiamenti sono essenzialmente quattro: “la necessità delle cantine di differenziarsi di fronte a visitatori che chiedono esperienze e scoperte, il ruolo accresciuto della connettività internet e le nuove modalità di prenotazione, il cambio di target con una crescita delle donne e degli “enoturisti per caso”, gli effetti di una sensibilità ambientale più accentuata che in passato. Occorre seguire l’esempio dei Paesi – come Australia e Scozia – che hanno riattivato turismo e i consumi nella ristorazione puntando sulle eccellenze enogastronomiche”.

Fonte: bereilvino.it 

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