Si è conclusa lunedì 11 giugno la seconda edizione di “Radici del Sud”, il festival dedicato ai vitigni autoctoni dell’Italia meridionale, svoltosi anche quest’anno in Puglia, nell’incantevole scenario di Borgo Egnazia a Savelletri di Fasano. Confermate più che positivamente le previsioni di successo per la manifestazione, patrocinata dall’Assessorato regionale al Turismo, che dal 7 all’11 giugno ha portato all’attenzione dei più importanti operatori del settore – tra produttori, assaggiatori, giornalisti e buyer italiani e stranieri – 250 vini da vitigni autoctoni provenienti dalle regioni del Sud Italia.
Radici del Sud, progetto nato in Puglia e poi estesosi alle altre regioni meridionali, nasce con l’obbiettivo di richiamare l’attenzione sulle importanti realtà vitivinicole di questa parte d’Italia e sulle sue straordinarie potenzialità. Il progetto parte, nelle intenzioni dei suoi organizzatori, dalla consapevolezza che consorziare anche solo “idealmente” le notevoli produzioni vinicole meridionali sia un passaggio necessario per la loro valorizzazione e riconoscibilità.
Il programma della manifestazione, articolato in cinque giornate, ha visto alternarsi attività di carattere commerciale e tecnico a visite guidate al territorio e alle cantine. Dopo i primi due appuntamenti, destinati agli incontri tra gli ospiti stranieri e i produttori partecipanti, la manifestazione è entrata nel vivo con le tre giornate dedicate alle degustazioni da parte dei gruppi di assaggiatori designati. Momento clou del Festival, il convegno di chiusura dal titolo “Autoctono del Sud: naturale per forza”, durante il quale sono emerse idee e proposte per la definizione di linee comuni volte alla valorizzazione e al rilancio del sud enologico. Durante il convegno, inoltre, è stato sollevato il tema spinoso dell’intervento umano indiscriminato e della sua interferenza con il corso naturale degli eventi nei territorio dei vitigni autoctoni naturalmente vocati al rispetto delle antiche tradizioni. Per sottolineare l’importanza del rispetto dell’ambiente e dei suoi cicli naturali, è stato l’istituito – novità assoluta di questa edizione – un premio speciale per il miglior vino biologico-biodinamico per ogni regione partecipante.
Nella giornata conclusiva il Festival ha aperto le porte al pubblico che ha potuto assaporare gli oltre 250 vini presenti alla kermesse e degustare il buffet che alcuni tra i migliori chef pugliesi hanno realizzato per omaggiare la cucina di tutte le regioni partecipanti.