Testo e foto di Luciana Doronzo

 

Il castello aragonese di Otranto, in una giornata assolata di maggio, per la prima convention nazionale del vino rosato, si è dimostrato location ideale per la cerimonia di premiazione del I° concorso enologico nazionale dedicato ai rosati, fortemente voluto dall’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, per valorizzare una produzione simbolo della Puglia.
Alla Cerimonia, che si è svolta sabato 5 maggio, oltre alla presenza dell’assessore alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefàno, hanno partecipato il ministro dell’Agricoltura, Mario Catania, il prof. Antonio Calò, presidente dell’Accademia nazionale della vite e del vino, il direttore generale dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, Federico Castellucci, il presidente dell’Union International Oenologues, Serge Dubois, il direttore nazionale di Assoenologi, Giuseppe martelli, proprio per mostrare l’elevato valore della rassegna. Un evento a cui hanno partecipato 250 aziende di tutte le regioni (tranne la Liguria e la Valle d’Aosta), con 350 etichette.
Sostenuta la presenza delle aziende pugliesi (la nostra regione produce il 40% del vino rosato italiano), ma va sottolineato che in nessuna delle sei categorie in concorso si registra una medaglia d’oro per la Puglia. Su 21 medaglie assegnate, 3 sono andate alla Puglia. Due le medaglie d’argento: all’azienda Polvanera di Gioia del Colle (Ba), per “Puglia Igt rosato” 2011, nella categoria Rosati tranquilli Igt – Igp, e alla Cantina Rosa del Golfo di Alezio (Le), per il Vino spumante di qualità Brut Rosé – metodo classico, per la categoria di Vini rosati spumanti VSQ.
Una medaglia di bronzo alla Cooperativa produttori di San Pancrazio Salentino (Br), per il Salice Salentino Doc rosato “Rosalbore” 2010, per la categoria Vini rosati tranquilli Dop –Doc.
Per l’assessore all’Agricoltura Dario Stefàno, la Puglia, al di là del numero delle medaglie e degli encomi, ha vinto la sua battaglia sul rosato, andando contro l’idea dell’Unione europea che già nel 2007 voleva regolamentare la vinificazione del rosato, miscelando il vino rosso con il vino bianco,eliminando così tutto il processo di vinificazione a cui il vino rosato è sottoposto. Il rosé, attualmente, è il vino che sta registrando le migliori performance di crescita,in un quadro generale in cui il consumo procapite di vino decresce. Poche medaglie, quindi, ma tanti encomi, segno che il livello delle produzioni regionali è comunque di buona qualità!