Si è svolto a Barletta il 2 settembre l’evento “Nero di Sera – La Disfida (The Wine Challenge)”, una sfida a “colpi” di calici tra tredici Doc italiane e altrettante Doc francesi.
Vero protagonista dell’evento, il Nero di Troia che è risultato essere il vino più votato durante l’amichevole gara enologica. Un risultato importante che ancora una volta rende giustizia a un vitigno a lungo dimenticato e che ritrova oggi, e a ragione, una nuova opportunità di rilancio, grazie soprattutto alle realtà produttive del territorio che stanno puntando molto su questo vino dalle grandi potenzialità.
Il Nero di Troia è un antico vitigno autoctono presente nel foggiano e nel nord barese che potrebbe essere giunto qui dall’Asia Minore (Troia) durante la colonizzazione greca. Le sue origini non sono ancora del tutto chiare, tanto che si parla anche di una sua probabile origine albanese (della città di Cruja, vernacolizzato in Troia).

“Nel calice è decisamente riconoscibile, perché i vini da uva di Troia sono caratterizzati da un colore rosso rubino, con riflessi violacei abbastanza evidenti ma che dal secondo anno di invecchiamento cominciano ad evolversi in un rosso rubino che tende ad intensificarsi con l’aumentare dell’invecchiamento. Mediamente i suoi profumi ricordano i frutti rossi maturi, la ciliegia sotto spirito nei primi anni, la viola come fiore, l’amarena e la mostarda con l’avanzare degli anni. Al palato si presenta dotato di buona acidità,gradevole e con una nota tannica evidente, con retrogusto fruttato e persistente. L’abbinamento a tavola può spaziare da piatti mediamente strutturati fino ai formaggi stagionati per il rosso, oppure piatti di mare e delicati, se il Nero di Troia è vinificato in rosato”. (Vito Sante Cecere – Presidente AIS Puglia).