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L’Appia dei Vini si snoda lungo un territorio anticamente chiamato dai greci “Enotria” che tradotto vuol dire “terra del vino”.

Questo nome si deve alle sconfinate distese dei vigneti e alla particolare vocazione del territorio per queste colture.

Il territorio si può considerare a buon titolo “terra del vino” per la grande varietà di vitigni autocnoni a bacca nera ai quali nel tempo si sono aggiunti, numerosi, anche quelli a bacca bianca.

Qui la tradizione vitivinicola è antichissima, basti pensare che Orazio e Plinio il Vecchio dissertano, nei propri scritti, sul vino della zona di Brindisi così come reperti archeologici testimoniano l’uso di monete coniate a Brindisi con impresse scene legate alla cultura enoica.

Sicuramente la terra di Brindisi ha un clima ideale per la produzione vitivinicola ma l’arte della vinificazione si è andata sempre più perfezionando fino a ottenere vini la cui qualità è ampiamente riconosciuta nel mondo Brindisi è la porta del Salento è il punto in cui il mare incontra la Via Appia e questo ha reso la città, da sempre, un centro commerciale estremamente vitale e di grande importanza strategica.

Sono numerose le testimonianza lasciate dai pellegrini e dai soldati in transito come per esempio il Tempio di San Giovanni su modello del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Nel centro Storico merita una visita il Palazzo Granafei, un bell’edificio rinascimentale-barocco, mentre non si deve perdere la visita al Monumento al Marinaio d’Italia e al Castello Alfonsino-Aragonese eretto sull’isolotto di Sant’Andrea e chiamato, per questo, il castello del mare per distinguerlo dal Castello Svevo che sorge in città.

Estremamente piacevole, è anche passeggiare nel centro storico seguendo i bastioni della città vecchia.

Appena 14km separano Brindisi da Mesagne.

Mesagne è una elegante cittadina barocca e conserva un centro storico estremamente interessante che la rende una vera città d’arte.

L’accesso al centro storico avviene attraverso Porta Grande e Porta Nova.

All’interno il borgo antico si rileva uno scrigno prezioso per i gioielli che preserva. Il Castello Normanno, Palazzo Scazzeri, la Chiesa Matrice, la Chiesa di Santa Maria di Betlemme, sono solo alcuni di questi.

Latiano sorge nei pressi di un centro messapico, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella zona Muro Tenente.

Il centro storico della cittadina offre l’occasione per una gradevole passeggiata.

Nei dintorni si trova l’incantevole Oasi Naturale di Torre Guaceto.

Adagiata su una verde pianura, troviamo San Vito dei Normanni.

La zona è un interessante connubio tra paesaggio natura e storia che si realizza con la presenza della zona archeologica in contrada Castello d’Alceste, insediamento messapico di circa 23 ettari. Numerosi sono i manufatti rupestri come per esempio La cripta di San Biagio e la Cripta di San Giovanni.

Nel borgo antico è interessante visitare il Castello “Dentice di Frasso” con la bella scalinata in pietra e le sale riccamente decorate, la Torre Quadrata con i tipici merli di tipo guelfo.

Eccellente esempio di architettura barocca è la Chiesa di San Giovanni.
La zona di Carovigno offre un raro esempio di territorio incontaminato con la presenza della vicina riserva marina e terrestre.

Tra i rilievi della Murgia spiccano bianchissimi gli edifici della città di Ostuni, adagiati su tre colline ai margini della Valle d’Itria quasi a lambire la penisola salentina. Ostuni è un’altro gioiello pugliese.

Il centro storico è un intricato dedalo di stradine strette illuminate dagli edifici bianchi di calce colpiti dal sole dove è bello immergersi per assaporare la semplicità e la bellezza del borgo antico.

Il borgo antico è definito dagli ostunesi “La terra”, è posto sul colle più alto e culmina con la bella Cattedrale.

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Brindisi sito istituzionale

Carovigno sito istituzionale

Latiano sito istituzionale

Mesagne sito istituzionale

Ostuni sito istituzionale

San Vito dei Normanni sito istituzionale

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Brindisi Doc

Doc prodotta nel comune omonimo.

Il vino rosso e rosato prevede il vitigno Negroamaro con eventuale aggiunta di Malvasia nera di Brindisi o di Sussumaniello, Montepulciano e Sangiovese (fino a un massimo del 30%).

Ostuni Doc

La zona di produzione di questa Doc comprende i comuni di Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e in parte di Latiano, Ceglie Messapico e Brindisi.

Le varietà di vino sono:

  • Ostuni bianco doc con la presenza dei vitigni Impigno (50-85%), Francavidda (10-15%) con eventuale aggiunta di Bianco d’Alessano e Verdeca (massimo 10%).
  • Ostuni Ottavianello doc con la presenza dei vitigni Ottavianello e eventuale aggiunta di Negroamaro, Malvasia nera, Notar Domenico, Sussumaniello (fino al 15%).