La Riserva di Torre Guaceto

Se avete voglia di immergervi totalmente nella natura incontaminata, dovete visitare la Riserva Marina di Torre Guaceto considerata, oggi, una delle oasi più interessanti d’Italia.

Questa zona è stata nei secoli un costante punto di riferimento per chi, arrivando in nave dai porti del Sud del Mediterraneo cercava un approdo sicuro e ben protetto dai venti. Proprio per questa facile possibilità di sbarco gli aragonesi, nel XVI secolo decisero di presidiare la rada con una torre di avvistamento che si inserì nel sistema difensivo della costa. La costruzione che prese il nome di Torre Guaceto fu costruita attorno al 1531 e fortificata nel 1567 ed è arrivata fino ai nostri giorni ben conservata grazie all’importanza strategica del presidio.

11A2180shutterstock_424026289 vololibero copia

La vostra visita all’interno della riserva potrebbe iniziare dalla torre perché Torre Guaceto non è solo il simbolo della riserva ma un vero e proprio museo, che accoglie numerosi frammenti di arte micenea, messapica e dell’età del Bronzo, ritrovati nella radura antistante. Inoltre il museo conserva un’imponente installazione storico-artistica da ammirare a naso in sù e bocca aperta. Si tratta del modello realizzato in scala 1:1, di una imbarcazione romana adibita al trasporto di anfore da vino e da olio.

L’opera è stata realizzata, appositamente per il museo, da uno dei più famosi maestri d’ascia italiani sulla base di reperti rilevati nelle acque della riserva marina.

Sebbene tutta la zona sia un interessantissimo giacimento archeologico, l’aspetto più importante è quello naturalistico. Passeggiando in prossimità della torre, vedrete come, in un area ridottissima, possano coesistere tre ecosistemi diversi che interagiscono tra di loro, influenzandosi a vicenda: la macchia mediterranea, la zona umida e il mare.

11A2167shutterstock_422676331 vololibero copia

La presenza della macchia mediterranea è favorita dall’azione protettiva offerta dalle dune che si formano in prossimità della spiaggia grazie all’azione del vento, che trasportando i granelli di sabbia, deposita quelli più grandi quando c’è un ostacolo. Nel tempo le radici della vegetazione hanno compattato le bellissime dune che vedrete lungo la costa.

Percorrendo la strada che porta verso la torre-museo, noterete numerosi specchi d’acqua, questi rappresentano un ottimo punto di osservazione per chi voglia scoprire da vicino l’ecosistema della zona umida, un ampio territorio alimentato da fonti sorgive sotterranee e vari canali che lo mettono in comunicazione con la laguna di acqua marina disegnata dal promontorio della torre. La zona è costituita essenzialmente da canne di palude in specchi d’acqua e potrete avere la fortuna di avvistare una grande varietà di uccelli, sia stanziali, come il falco, che migratori, come l’airone ma anche molte varietà di anfibi

11A2183shutterstock_426087010vololibero copia

La protezione di queste zone ha permesso che la diversità biologica ne fosse favorita, tanto da poter trovare sott’acqua scenari che nulla hanno da invidiare a fondali esotici e molto più pubblicizzati. La purezza dell’acqua è subito indicata dalla presenza della Posidonia oceanica, questa pianta in alcuni punti forma delle vere e proprie praterie che offrono rifugio a vari organismi. È facile ritrovarsi circondati da sciami di latterini, immergersi e incontrare uno sciarrano, che non fugge ma al contrario lancia occhiate di sfida. La bellezza dei fondali è completata dagli svariati colori degli invertebrati marini, quali le stelle marine e le attinie o comuni pomodori di mare, spugne, ma anche polpi, seppie, aragoste e granchi. Immergersi in queste acque, anche solo in apnea, dà l’occasione di incontrare facilmente tutti questi organismi che abbondano grazie all’istituzione della riserva e all’attività di controllo operata dalla Guardia Costiera.

Condividi!


Le cantine da visitare